salta al contenuto

Patrocinio a spese dello Stato in materia penale

Per essere ammesso al Patrocinio a spese dello Stato, il richiedente deve essere titolare di un reddito annuo imponibile non superiore a euro 11528,41 (vedi artt. 98 c.p.p. e 76 - 77 DPR 115/02) risultante dall'ultima dichiarazione presentata, o comunque relativa al periodo di imposta per il quale sia scaduto il termine di presentazione del modello UNI.CO. o del 730.

Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.

La somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è, in questo caso, elevata di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi a norma dell'art.92 del DPR 115/02.

Chi può richiedere l'ammissione:

  • i cittadini italiani;
  • gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato;

In quali condizioni:

  • indagato, imputato, condannato, offeso dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per la pena pecuniaria;
  • chi (offeso dal reato - danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno e restituzioni derivanti da reato.

L'ammissione può essere richiesta per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure derivate ed accidentali, comunque connesse, salvo nella fase dell'esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all'applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di Sorveglianza (in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio).

A chi si presenta l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato:

  • alla cancelleria del G.I.P., se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari;
  • alla cancelleria del giudice che procede, se il procedimento è nella fase del giudizio;
  • alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento pende davanti alla Corte di Cassazione.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda può essere presentata personalmente dall'interessato oppure inviata a mezzo raccomandata a. r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido, o può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda.

La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve contenere:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio;
  • le generalità anagrafiche ed il codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • l'attestazione dei redditi percepiti l'anno precedente alla domanda (autocertificazione);
  • l'impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell'ammissione al beneficio.

Se il richiedente è detenuto, la domanda può essere presentata al direttore dell'istituto carcerario; se è agli arresti domiciliari o sottoposto a misura di sicurezza può essere presentata ad un ufficiale di polizia giudiziaria. La domanda è trasmessa al magistrato che procede.

Se il richiedente è straniero (extracomunitario), per i redditi prodotti all'estero la domanda deve essere accompagnata da una certificazione dell'autorità consolare competente che attesti la veridicità di quanto dichiarato nella domanda (in caso di impossibilità, quest'ultima può essere sostituita da autocertificazione); se l'interessato straniero è detenuto, internato per esecuzione di misura di sicurezza, in stato di arresto o di detenzione domiciliare, la certificazione consolare può essere prodotta, entro venti giorni dalla data di presentazione dell'istanza, dal difensore o da un componente della famiglia dell'interessato (oppure sostituita da autocertificazione).

Il giudice:

  • può dichiarare l'istanza inammissibile
  • può accogliere l'istanza
  • può respingere l'istanza.

Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria. Del deposito viene dato avviso all'interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. Copia della domanda e del decreto che decide sull'ammissione al beneficio sono trasmesse all'Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati.

Se la domanda viene accolta, l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato decorre dalla data di deposito della domanda stessa. L'interessato può scegliere tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuti presso il Consiglio dell' Ordine del distretto della competente Corte di Appello e, nei casi previsti dalle legge, può nominare un consulente tecnico e un investigatore privato autorizzato.

Se la domanda viene rigettata, contro il provvedimento di rigetto l'interessato può presentare ricorso al presidente del Tribunale o della Corte di Appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all'Ufficio finanziario (Agenzia delle Entrate). L'ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all'interessato e all'Ufficio delle Entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in Cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato.

Esclusione dal patrocinio in ambito penale

Il beneficio non è ammesso:

  • nei procedimenti penali per reati di evasione di imposte
  • se il richiedente è assistito da più di un difensore.

Riferimenti normativi:

  • artt. 74 – 114 Testo Unico Spese di Giustizia D.-P.R. 30.5.2002 n. 115
  • artt. 3 e 10 TUIR

Modulistica di riferimento:

istanza di ammissione al Patrocinio in materia penale